martedì 7 luglio 2009

DAL 07.07.09 PER TRE GIORNI TRASMISSIONE RADIO 24 SULLA LEGGE DISLESSIA

Vi informo che questa mattina alle ore 6,45 e in replica domani sera alle 20,45 nel corso del programma di Roberto Galullo "Un abuso al giorno toglie il codice d'intorno" si parlerà di dislessia, della legge in discussione alla Camera e dei diritti dei dislessici purtroppo troppo spesso disattesi.
Nel corso di questa prima puntata, del tre programmate, interverrà Roberto come genitore che ha sollevato il problema insieme al senatore Asciutti e anche a Clara(proponitore del ddl in questione).
Mercoledi', agli stessi orari, interverrano tra gli altri le nostre Claudia Cappa e Antonietta Giau.
Giovedi' sarà la volta del Dott. Cesare Porcelli responsabile del Centro di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'ASL di Bari che dovrebbe presentare uno studio sui costi sociali del mancato riconoscimento dei DSA.
Tutti i partecipanti vogliono ringraziare pubblicamente, oltre che il conduttore Roberto Galullo, anche la sua assistente Laura Faggin la quali ci ha dato la possibilità di poter far sentire la nostra voce.

PARTE 1 DEL 07.07.09

PARTE 2 DEL 08.07.09

PARTE TERZA DEL 09.09.07

3 commenti:

massimo ha detto...

A proposito della legge sulla dislessia e degli interventi pro e contro (come quello di Maria Covini, il link dell'ultima lettera è: http://pressin.comune.venezia.it/leggi.php?idarticolo=19186) vorrei sapere da Roberto quali sono le modifiche al testo della Legge (di cui mi ha scritto Anna,) e se sono posteriori al testo presentato in giugno.
Mi pare che il testo di questa legge sulla dislessia, invocata da chi ha lamentato l’indifferenza della scuola per questo problema, susciti ora grande approvazione e qualche lieve disapprovazione.
L’approvazione di chi la ritiene giustamente un enorme traguardo al quale guardare con speranza, perché la scuola di ogni ordine e grado dovrà ora prevedere “misure dispensative” e “strumenti compensativi” (quali PC, calcolatrice, audiolibri).
Disapprovazione da chi, come l’insegnante Maria Covini in una lettera al Giornale di Vicenza, alla Provincia di Como e al Trentino del 06-07-2009), critica innanzi tutto la schedatura previa degli studenti e poi il pericolo legato proprio all’uso di questi “strumenti compensativi” (sintetizzatori vocali, registratori che leggono al posto dell’alunno, computer con correttore ortografico, video scrittura, calcolatrici). “Appare evidente l’incongruenza di questa legge che da una parte vuole garantire il diritto all’istruzione, rimuovendone gli ostacoli, dall’altra crea dei futuri cittadini disabili”, scrive Maria Covini. Però, mi viene in mente in questo momento, adeguare parametri e norme significa tener conto della diversità, piuttosto che livellare su una pretesa identità “ariana”...
In realtà, prima o poi ci si imbatte in qualcosa che non può essere semplicemente ascoltato o vocalmente sintetizzato, ma che deve essere letto. Obtorto collo. Per questo si scrivono anche in braille etichette, fumetti, display e quant’altro.
Come Misura didattica di supporto il Disegno di Legge accenna alla necessità di prevedere tecniche compensative. Poiché la dislessia è etimologicamente disturbo della lettura, curioso davvero che non si accenni al supporto più classico della lettura stessa, il libro: “strumento compensativo” per la dislessia, anzi rieducativo, quando sia stampato con accorgimenti particolari e addirittura con un nuovo carattere.
Mi piacerebbe molto si potesse discutere, unicamente nell’interesse dei destinatari della legge, i bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento.
Massimo Rondi (dislessico a suo tempo non riconosciuto)

massimo ha detto...

A commento del mio post:

----- Original Message -----
From: Press-IN Press-IN anno I / n. 1682 Sent: Tuesday, July 14, 2009 1:18 PM

La Nazione del 14-07-2009
Sono la madre di un bambino dislessico e disgrafico.....
FIRENZE - Sono la madre di un bambino dislessico e disgrafico (oggi è un ragazzo) che purtroppo ha dovuto subire mortificazioni ed angherie da parte di molti insegnanti poco intelligenti, poco sensibili e poco interessati a farsi carico dei dei problemi degli alunni. In linea di massima gli insegnanti preferiscono svolgere il loro lavoro a contatto di alunni che imparano indipendentemente dalla loro presenza e credo che questo sia il male maggiore della scuola. Dissento completamente dall' insegnante Maria Covini che ritiene che i nuovi strumenti (registratori, computer, ecc.) messi a disposizione degli alunni disgrafici e dislessici, creino dei cittadini disabili. Le posso assicurare che questi alunni, anche senza l' utilizzo dei nuovi strumenti, sono ritenuti dalla maggior parte degli insegnanti, disabili o quanto meno soggetti non portati allo studio. Se non avessi portato mio figlio al centro di neuropsichiatria infantile di Pisa, oltre che disgrafico e dislessico, si sarebbe trasformato in un bambino caratteriale sia per le continue mortificazioni da parte delle insegnanti, sia perché essendo molto intelligente si rendeva conto delle sue difficoltà e cominciava a chiudersi in se stesso. Gli incontri al neuropsichiatrico infantile, se da un lato non hanno risolto completamente i problemi del leggere e dello scrivere, dall' altro gli hanno ridato fiducia in se stesso ed un po' di serenità. Oggi mio figlio ha 21 anni, ha lasciato la scuola e non si è diplomato. Io penso che la sconfitta non sia di questi ragazzi, ma della scuola e più ancora della società, che perde l' opportunità di poter usufruire dell' intelligenza di questi ragazzi, che nella maggioranza dei casi è al di sopra della media. Quindi ben vengano tutte le metodologie che siano di sostegno ai disgrafici e dislessici per permettere loro di avanzare negli studi.

M. Frediani

http://pressin.comune.venezia.it/leggi.php?idarticolo=19262

massimo ha detto...

Letta la lettera della signora Frediani su La Nazione del 14 luglio, condivido la rabbia . Dislessici, esercito di fantasmi, scriveva nell'autunno scorso Mariolina Iossa sul Corriere della Sera: "Gran parte dei dislessici (spesso anche disgrafici, discalculici...) ha avuto una carriera scolastica costellata di insuccessi, con abbandoni precoci e con conseguenze sociali a volte molto pesanti. Aiutare un bambino dislessico subito, fin dalle prime classi delle elementari, è molto utile. Anche perché l'insuccesso scolastico provoca scarsa stima di sé, insicurezza, senso di colpa, timidezza o bullismo... "
La scrittura, cioè la rappresentazione del linguaggio mediante segni grafici astratti, convenzionali, è tutta un’invenzione, come del resto il linguaggio. Terminato il periodo in cui immagini dipinte rappresentavano in modo più univoco la realtà, la lettura diventa interpretazione di segni (e presa di coscienza di ciò che è scritto). Comporta l’apprendimento non solo di una lingua ma del suo alfabeto, e quindi la capacità di riconoscere e ricomporre il linguaggio scritto. Si insegna nelle scuole elementari e si impara… quando non interviene un disturbo d’apprendimento a scompigliare, confondere, scombussolare le lettere scritte. Ciò ha un nome: dislessia. Il bambino dislessico, e poi l’adulto, continua a vedere la pagina scritta nella propria lingua come un non dislessico vedrebbe un alfabeto sconosciuto. Perché dalla dislessia non si guarisce mai completamente, però, sostengono gli esperti (psicologi, logopedisti...), se trattata in tempo, si può compensare il disturbo: ma questo richiede una grande cura da parte di chi insegna, o di chi stampa i libri. Caratteri più grandi, ad esempio, più distanziati, per fissare quelle lettere dispettose che sembrano andarsene in giro da tutte le parti, confondendo il basso con l’alto, un senso con un altro. È vero che un libro si può anche ascoltare ma l’attività fisica della lettura è importante per un gran numero di attività e abilità (cerebrali, visive ma pure motorie), anche perché “il lettore deve mettere una parte di sé, della sua creatività, in ciò che legge, e questa è una caratteristica unica della lettura” (come scrivono Grenci e Zanoni in “Storie di normale dislessia”). In “Tristi Tropici” Claude Lévi-Strauss sostiene che spesso la scrittura è servita per imporre il dominio: “Bisogna che tutti sappiano leggere, affinché il potere dica: a nessuno è concesso d’ignorare la legge”.
E la scrittura continua oggi a imporre un dominio su coloro che sono affetti da disturbi specifici d’apprendimento come la dislessia: ma poter leggere conferisce anche un agrande potere. Ben venga una legge sulla dislessia che comprenda tutti i campi e contempli tutti gli ausili, tutte le metodologie possibili a partire dalle più ovvie (più tempo concesso, uso dei grandi caratteri, e dei caratteri mirati come - per citare l'ultimo - l'EasyReading della Ed. Angolo Manzoni...)
Massimo