lunedì 5 marzo 2012
E-BOOK, ARTICOLO E BLOG
GRAZIE A UNA SEGNALAZIONE DI UN PAPA' VI INSERIAMO UN LINK DEL SUO BLOG SUGLI E-BOOK.
INOLTRE INSERIAMO ANCHE L'ARTICOLO DOVE SI PARLA DI EBOOK E ACCESSIBILITA' DELL'USO DEL FONT AD ALTA LEGGIBILITA' BIANCENERO.
Da questo interesse è nato un blog sull'argomento. Lo trovate qui: http://www.eBookReaderItalia.com
Volevo condividere con voi, e qui vengo al motivo di questa email,l'articolo che parla di ebook e accessibilità e dell'uso del font ad alta leggibilità Biancoenero (che sicuramente già conoscerete) con uno di questi dispositivi, nella speranza che possa essere interessante e utile.
http://www.ebookreaderitalia.com/accessibilita-la-promessa-mancata-dellebook/
mercoledì 21 dicembre 2011
REPLICA DEL PROF. STELLA PER ARTICOLO CORRIERE DELLA SERA
Troppe diagnosi di dislessia?
La replicaDa quando i dislessici hanno una legge che li tutela avevo deciso di non reagire più alle sciocchezze che ogni tanto vengono dette o scritte da tromboni che citano ricerche senza mai presentarle nelle sedi di confronto scientifico, o da insegnanti che si sentono privati della loro arma letale (la bocciatura) nell’educare i loro studenti. Discutere e ragionare con chi oppone chiacchiere e fanfaronate ai risultati di anni di ricerche è una perdita di tempo inutile perché queste persone in genere non vogliono ascoltare e non vogliono documentarsi. Ma la pagina che avete pubblicato sul vostro giornale sulla dislessia rappresenta una svolta nei panorama dei “negazionisti”: non dice infatti che la dislessia non esiste, ma dice che” la dislessia è troppo diffusa per essere vera”. Argomento ideologico e non scientifico molto pericoloso perché sarebbe come dire che un fenomeno viene accettato solo se è piccolo, invisibile, così non dà fastidio. Storicamente è sempre stato così con le minoranze e con i diversi. E in effetti è lo stesso argomento che si usa con gli extracomunitari: vanno bene e ci servono se sono pochi e non si vedono. Se diventano troppi, ci costringono a cambiare le nostre abitudini e questo ci disturba.
Se i dislessici diventano troppi allora la scuola è costretta a cambiare, magari a introdurre i computer per tutti o ad aggiornare la didattica, o a ripensare ai criteri di valutazione. Come si da dire dire che sono troppi? Quali dati si portano? Magari ne suggerisco qualcuno: l’ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna nel 2009 ha svolto una ricerca alla quale hanno partecipato il 51% delle scuole pubbliche e paritarie di ogni ordine e grado della regione. In totale i dislessici diagnosticati sono 4452, che corrisponde allo 1,47% della popolazione scolastica della stessa regione. Questi sono numeri certi e corrispondono un terzo circa di quelli citati come percentuale attesa. Dove sono tutte queste diagnosi? Forse dà fastidio e manda in confusione la domanda diffusa di tante famiglie che non riesce a ricevere risposte dai servizi impreparati ad affrontare il problema sia in termini numerici che clinici.
Il 3 % della popolazione scolastica italiana corrisponde a 240.000 bambini e studenti. Non sono né tanti né pochi, sono bambini e famiglie che combattono quotidianamente oltre che per vincere la difficoltà di apprendere e stare al passo con le richieste della scuola, anche contro l’ignoranza di chi parla di malattia, di medicalizzazione e di ospedalizzazione delle scuole. Di chi , come te, alimenta la confusione fra ADHD e dislessia, parla a vanvera di inutilità della rieducazione e di uso dei computer che oggi tutti i bambini usano dappertutto tranne che nella scuola. Anche in questo caso ci sono tonnellate di documenti prodotti dalla ricerca che dicono che la dislessia non è una malattia, ma l’espressione di una piccola differenza di alcune aree del cervello che non impedisce di imparare, ma lo rende molto più faticoso. E in questa società che vuole tutto e subito questa fatica e lentezza non viene tollerata. Ma forse questo è un concetto troppo elaborato per chi è abituato a distinguere i malati dai sani, i neri dai bianchi, gli intelligenti dagli stupidi. In ogni caso l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato le linee guida per la diagnosi della dislessia, che prevedono una precisa e (ahimè per i bambini) lunga batteria di prove metodologicamente rigorose, da cui sono assenti proprio i suoi questionari. Chi alimenta scetticismo e confusione alla fine contribuiscono a mettere pietre nel già pesante zaino che i dislessici si portano a scuola tutte le mattina.
Giacomo Stella
Fondatore Associazione Italiana dislessia, Ordinario di Psicologia clinica, Università di Modena e Reggio Emilia
20 dicembre 2011
martedì 29 novembre 2011
CONVEGNO DI RIMINI DELLA ERICKSON FILMATO
CIAO VI INSERISCO IL VIDEO DEL CONVEGNO DI RIMINI DELLA ERICKSON TENUTO IL 19 NOVEMBRE 2011.
QUESTO E' SUI DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO
clicca qui per vederlo.
QUI DEGLI APPUNTI DEL CONVEGNO
APPUNTI

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