Dislessico viene bocciato a scuola. Il Tar: sbagliato
Alto Adige del 28-03-2011
BOLZANO. «Quel ragazzino non andava bocciato». Questo è quanto hanno deciso i giudici del Tar di Bolzano, presieduti dal magistrato Margit Falk Ebner.
Il caso riguarda una scuola media bolzanina e un ragazzino che era stato bocciato. Alla decisione degli insegnanti i genitori del ragazzino si erano opposti certificando, grazie a una valutazioni sul figlio effettuata da parte di esperti prima della bocciatura. Per questo motivo il caso è finito davanti al Tar di Bolzano. E i giudici hanno dato ragione alla famiglia bolzanina, spiegando che al ragazzo erano stati trovati «problemi di disortografia e discalculia» e la psicologa raccomandava agli insegnanti «la semplificazione degli obiettivi in tutte le discipline e l’effettuazione di un patto con la famiglia e con il ragazzo per i compiti a casa, con esercizi mirati». Secondo la famiglia, ma anche secondo i giudici del Tar, questo non sarebbe avvenuto e quindi il ragazzino non avrebbe neanche dovuto essere bocciato. La decisione degli insegnanti è stata annullata.
martedì 29 marzo 2011
ARTICOLO SUL GIORNALE ALTO ADIGE: DISLESSICO VIENE BOCCIATO A SCUOLA
domenica 20 marzo 2011
STRATEGIE PER ALUNNI DSA. PROF.SA BIANCHI
CIAO
ABBIAMO TROVATO SU INTERNET QUESTE SLIDE DOVE VENGONO UNITI TUTTI I CONCETTI E COME E QUALI STRUMENTI COMPENSATIVI USARE.
PER ANDARE AVANTI BASTA CLICCARE LE FRECCETTE CHE SI TROVANO SOTTO ALLA SLIDE
SLIDE STRATEGIE PER ALUNNI DSA
lunedì 28 febbraio 2011
LETTERA DI MOLTE ASSOCIAZIONI MODULO PER FIRMARE LA PETIZONE ON LINE PER AGGIUNGERE ALLA COMMISSIONE DECRETI ATTUATIVI GENITORI, INSEGNANTI ,DIRIGENTI
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UNA VOLTA COMPILATO IL MODULO E CONFERMATO VI ARRIVERA' NELLA VOSTRA EMAIL UNA LETTERA DA CLICCARE IN MODO CHE SIA CONFERMATO IL VOTO.
CORRIERE DELLA SERA ARTICOLO: SVELATO IL SEGRETO DI CHI MIGLIORA PIU' IN FRETTA.
MILANO - Le lettere sul libro si confondono, leggere a voce alta è una tortura, scrivere senza fare errori di ortografia quasi un miraggio: è la dislessia. Alcuni ricercatori giapponesi hanno da poco scoperto che è possibile individuare chi è destinato a recuperare meglio le capacità di lettura: i dati, pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Sciences, indicano che attraverso la risonanza magnetica funzionale si può capire se il bambino farà più o meno progressi. I piccoli con una maggiore attività e un ampio numero di connessioni nervose nell'emisfero destro del cervello sarebbero i più favoriti: risultati da confermare, che aprono però uno spiraglio di ottimismo.
DIAGNOSI PRECOCE - «Individuare chi ha maggiori potenzialità di compensare la dislessia sarebbe molto utile, soprattutto se riuscissimo a distinguere chi recupera spontaneamente da chi invece ha bisogno di una riabilitazione - commenta Stefano Vicari, primario di neuropsichiatria infantile all'ospedale Bambino Gesù di Roma -. A oggi non esistono strumenti efficaci per prevedere come evolverà un dislessico, ma se li avessimo potremmo "mirare" meglio gli interventi rendendoli più efficaci». Il trattamento della dislessia è una riabilitazione cognitiva e logopedica che dura da alcuni mesi ad anni, a seconda della gravità del caso; funziona meglio sui bambini piccoli, per cui la diagnosi precoce è fondamentale per un recupero veloce e completo della capacità di lettura. «In realtà l'obiettivo principale è sostenere il bambino per contenere la sua frustrazione - precisa Vicari -. Se un dislessico viene trattato come un bambino svogliato o incapace, costruisce un'immagine di sé perdente: pensa di essere "sbagliato", perde l'autostima, innesca una spirale di emozioni negative che possono condizionargli la vita. Dobbiamo invece far capire ai bimbi che la dislessia non è segno di minore intelligenza, ma una difficoltà superabile. Purtroppo ci sono ragazzi delle superiori a cui non è mai stata fatta la diagnosi, che hanno alle spalle anni di sconfitte e frustrazioni: con loro il trattamento serve più che altro per imparare a convivere serenamente con la dislessia». Che cosa possono fare i genitori per aiutare un figlio dislessico? «Non sgridarlo - raccomanda Vicari - ed evitargli la frustrazione della lettura ad alta voce, trovando vie alternative per studiare, con l'aiuto di cd, video o computer».
Alice Vigna
27 febbraio 2011
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