Questa la storia di Fabio Basile medaglia d'oro di judo 2016 clicca qui articolo
martedì 9 agosto 2016
lunedì 11 luglio 2016
CONFERMATO GENE DCDC2 DISLESSIA ANCHE DAI RICERCATORI STATUNISTENSI
Vi inseriamo qui l'articolo da leggere
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ARTICOLO IN INGLESE
venerdì 30 marzo 2012
ARTICOLI DISLESSIA EDUCATION 2.0
VI INSERIAMO QUI I DUE LINK DEI DUE ARTICOLI SU EDUCATION 2.0
ARTICOLO PRIMA PARTE
QUI SECONDA PARTE
domenica 18 marzo 2012
ARTICOLO DELLA PROVINCIA DI PAVIA SULL'INCONTRO TENUTO SABATO 17 MARZO 2012
Dislessia, piani su misura per oltre 700 studenti
Scuole, neuropsichiatri e Lions insieme per promuovere una cultura sui disturbi di apprendimento che colpiscono oltre l’1% della popolazione
PAVIA. Sono 747 gli studenti con difficoltà di apprendimento nelle scuole della provincia, dalla primaria alle superiori: 690 in quelle statali su una popolazione di 62.204 alunni (poco più dell’1%) e 57 in quelle parificate sui 2805 iscritti il 2%). Una popolazione in crescita. Non tanto per l’incidenza del disturbo quanto per l’affinamento delle diagnosi. «Vengono fatte in prevalenza dopo la seconda elementare – spiega Laura Caseria, dell’ufficio scolastico territoriale di Pavia – . Con una piccola percentuale di diagnosi tardive dopo i 13 anni». I dati sui disturbi specifici dell’apprendimento sono stati presentati ieri a una platea di quasi 200 insegnanti e addetti ai lavori nel corso del convegno “C’è posto per tutti”, che si è tenuto al collegio Santa Caterina. Un approfondimento voluto dall’Ufficio scolastico e da quattro club pavesi dei Lions (impegnati da tempo sul fronte educativo, con il delegato Gian Carlo Arbasini). Il convegno ha appro! fondito gli aspetti della norma - con esperti riconosciuti come Maria Rosa Raimondi e Cristiano Termine - e della ricerca clinica (come il professor Umberto Balottin, direttore della Neuropsichiatria infantile del Mondino). L'Ufficio Scolastico di Pavia ha istituito il 18 maggio 2011 un Osservatorio provinciale sui Disturbi Specifici dell'Apprendimento. E ieri sono stati illustrati i primi risultati del lavoro fatto in sinergia da scuole, Asl, neuropsichiatria dell’Azienda ospedaliera, Mondino e associazione italiana dislessia. «Un’esperienza positiva – dice Caseria –. In ogni scuola c’è un referente e quasi tutti gli istituti hanno attivato il protocollo dell’accoglienza». Progetti e piani didattici personalizzati per ogni alunno, come abiti su misura, per recuperare gli ostacoli di lettura, calcolo, scrittura che si presentano e che vengono spesso presi per svogliatezza e distrazione. «Lo scopo – dice Arbasino dei Lions – è il successo formativo degli st! udenti, in virtù di un’uguaglianza sancita dalla legge. Noi da 2004 finanziamo progetti in questa direzione» . Convegni, eventi e progetti come il “Libro parlato Lions”. Tante le adesioni all’incontro di ieri. Gli studenti della 5° C1 del liceo artistico Volta di Pavia hanno realizzato il logo. E alcune scuole, come la media Depretis di Stradella hanno portato il loro contributo su come stanno attuando i protocolli di accoglienza. Con molti stimoli operativi e qualche criticità che ancora permane. In generale, nella scuola, gli alunni con dislessia incontrano ancora qualche resistenza. (m.g.p.)
mercoledì 21 dicembre 2011
REPLICA DEL PROF. STELLA PER ARTICOLO CORRIERE DELLA SERA
Troppe diagnosi di dislessia?
La replicaDa quando i dislessici hanno una legge che li tutela avevo deciso di non reagire più alle sciocchezze che ogni tanto vengono dette o scritte da tromboni che citano ricerche senza mai presentarle nelle sedi di confronto scientifico, o da insegnanti che si sentono privati della loro arma letale (la bocciatura) nell’educare i loro studenti. Discutere e ragionare con chi oppone chiacchiere e fanfaronate ai risultati di anni di ricerche è una perdita di tempo inutile perché queste persone in genere non vogliono ascoltare e non vogliono documentarsi. Ma la pagina che avete pubblicato sul vostro giornale sulla dislessia rappresenta una svolta nei panorama dei “negazionisti”: non dice infatti che la dislessia non esiste, ma dice che” la dislessia è troppo diffusa per essere vera”. Argomento ideologico e non scientifico molto pericoloso perché sarebbe come dire che un fenomeno viene accettato solo se è piccolo, invisibile, così non dà fastidio. Storicamente è sempre stato così con le minoranze e con i diversi. E in effetti è lo stesso argomento che si usa con gli extracomunitari: vanno bene e ci servono se sono pochi e non si vedono. Se diventano troppi, ci costringono a cambiare le nostre abitudini e questo ci disturba.
Se i dislessici diventano troppi allora la scuola è costretta a cambiare, magari a introdurre i computer per tutti o ad aggiornare la didattica, o a ripensare ai criteri di valutazione. Come si da dire dire che sono troppi? Quali dati si portano? Magari ne suggerisco qualcuno: l’ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna nel 2009 ha svolto una ricerca alla quale hanno partecipato il 51% delle scuole pubbliche e paritarie di ogni ordine e grado della regione. In totale i dislessici diagnosticati sono 4452, che corrisponde allo 1,47% della popolazione scolastica della stessa regione. Questi sono numeri certi e corrispondono un terzo circa di quelli citati come percentuale attesa. Dove sono tutte queste diagnosi? Forse dà fastidio e manda in confusione la domanda diffusa di tante famiglie che non riesce a ricevere risposte dai servizi impreparati ad affrontare il problema sia in termini numerici che clinici.
Il 3 % della popolazione scolastica italiana corrisponde a 240.000 bambini e studenti. Non sono né tanti né pochi, sono bambini e famiglie che combattono quotidianamente oltre che per vincere la difficoltà di apprendere e stare al passo con le richieste della scuola, anche contro l’ignoranza di chi parla di malattia, di medicalizzazione e di ospedalizzazione delle scuole. Di chi , come te, alimenta la confusione fra ADHD e dislessia, parla a vanvera di inutilità della rieducazione e di uso dei computer che oggi tutti i bambini usano dappertutto tranne che nella scuola. Anche in questo caso ci sono tonnellate di documenti prodotti dalla ricerca che dicono che la dislessia non è una malattia, ma l’espressione di una piccola differenza di alcune aree del cervello che non impedisce di imparare, ma lo rende molto più faticoso. E in questa società che vuole tutto e subito questa fatica e lentezza non viene tollerata. Ma forse questo è un concetto troppo elaborato per chi è abituato a distinguere i malati dai sani, i neri dai bianchi, gli intelligenti dagli stupidi. In ogni caso l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato le linee guida per la diagnosi della dislessia, che prevedono una precisa e (ahimè per i bambini) lunga batteria di prove metodologicamente rigorose, da cui sono assenti proprio i suoi questionari. Chi alimenta scetticismo e confusione alla fine contribuiscono a mettere pietre nel già pesante zaino che i dislessici si portano a scuola tutte le mattina.
Giacomo Stella
Fondatore Associazione Italiana dislessia, Ordinario di Psicologia clinica, Università di Modena e Reggio Emilia
20 dicembre 2011
lunedì 4 luglio 2011
martedì 29 marzo 2011
ARTICOLO SUL GIORNALE ALTO ADIGE: DISLESSICO VIENE BOCCIATO A SCUOLA
Dislessico viene bocciato a scuola. Il Tar: sbagliato
Alto Adige del 28-03-2011
BOLZANO. «Quel ragazzino non andava bocciato». Questo è quanto hanno deciso i giudici del Tar di Bolzano, presieduti dal magistrato Margit Falk Ebner.
Il caso riguarda una scuola media bolzanina e un ragazzino che era stato bocciato. Alla decisione degli insegnanti i genitori del ragazzino si erano opposti certificando, grazie a una valutazioni sul figlio effettuata da parte di esperti prima della bocciatura. Per questo motivo il caso è finito davanti al Tar di Bolzano. E i giudici hanno dato ragione alla famiglia bolzanina, spiegando che al ragazzo erano stati trovati «problemi di disortografia e discalculia» e la psicologa raccomandava agli insegnanti «la semplificazione degli obiettivi in tutte le discipline e l’effettuazione di un patto con la famiglia e con il ragazzo per i compiti a casa, con esercizi mirati». Secondo la famiglia, ma anche secondo i giudici del Tar, questo non sarebbe avvenuto e quindi il ragazzino non avrebbe neanche dovuto essere bocciato. La decisione degli insegnanti è stata annullata.
lunedì 28 febbraio 2011
CORRIERE DELLA SERA ARTICOLO: SVELATO IL SEGRETO DI CHI MIGLIORA PIU' IN FRETTA.
MILANO - Le lettere sul libro si confondono, leggere a voce alta è una tortura, scrivere senza fare errori di ortografia quasi un miraggio: è la dislessia. Alcuni ricercatori giapponesi hanno da poco scoperto che è possibile individuare chi è destinato a recuperare meglio le capacità di lettura: i dati, pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Sciences, indicano che attraverso la risonanza magnetica funzionale si può capire se il bambino farà più o meno progressi. I piccoli con una maggiore attività e un ampio numero di connessioni nervose nell'emisfero destro del cervello sarebbero i più favoriti: risultati da confermare, che aprono però uno spiraglio di ottimismo.
DIAGNOSI PRECOCE - «Individuare chi ha maggiori potenzialità di compensare la dislessia sarebbe molto utile, soprattutto se riuscissimo a distinguere chi recupera spontaneamente da chi invece ha bisogno di una riabilitazione - commenta Stefano Vicari, primario di neuropsichiatria infantile all'ospedale Bambino Gesù di Roma -. A oggi non esistono strumenti efficaci per prevedere come evolverà un dislessico, ma se li avessimo potremmo "mirare" meglio gli interventi rendendoli più efficaci». Il trattamento della dislessia è una riabilitazione cognitiva e logopedica che dura da alcuni mesi ad anni, a seconda della gravità del caso; funziona meglio sui bambini piccoli, per cui la diagnosi precoce è fondamentale per un recupero veloce e completo della capacità di lettura. «In realtà l'obiettivo principale è sostenere il bambino per contenere la sua frustrazione - precisa Vicari -. Se un dislessico viene trattato come un bambino svogliato o incapace, costruisce un'immagine di sé perdente: pensa di essere "sbagliato", perde l'autostima, innesca una spirale di emozioni negative che possono condizionargli la vita. Dobbiamo invece far capire ai bimbi che la dislessia non è segno di minore intelligenza, ma una difficoltà superabile. Purtroppo ci sono ragazzi delle superiori a cui non è mai stata fatta la diagnosi, che hanno alle spalle anni di sconfitte e frustrazioni: con loro il trattamento serve più che altro per imparare a convivere serenamente con la dislessia». Che cosa possono fare i genitori per aiutare un figlio dislessico? «Non sgridarlo - raccomanda Vicari - ed evitargli la frustrazione della lettura ad alta voce, trovando vie alternative per studiare, con l'aiuto di cd, video o computer».
Alice Vigna
27 febbraio 2011
martedì 22 febbraio 2011
ARTICOLO ESPRESSO DEL 18.02.11 DISLESSIA SOTTO ESAME.
L'Espresso del 18-02-2011
Dislessia sotto esame
STAMFORD. Diagnosticare la dislessia è difficile. E per questo le diagnosi sono spesso tardive. Ma la situazione potrebbe cambiare, perché i neurologi dell'università di Stanford hanno dimostrato che due tipi di risonanza magnetica, quella funzionale e quella a diffusione, consentono non solo di fare una diagnosi accurata, ma anche di capire, con anni di anticipo, chi potrà recuperare.
Chi è dislessico ha un'iperattività di alcune aree cerebrali specifiche e, in particolare, del giro frontale inferiore, e questo è proprio ciò che hanno trovato gli autori analizzando con i due tipi di risonanza il cervello di 25 dodicenni dislessici e di altri 20 senza disturbo mentre tutti erano impegnati a svolgere test di apprendimento specifici. Ma ciò che più ha sorpreso i ricercatori - come raccontano loro stessi su "Pnas" - è stato che, dopo due anni e mezzo, sottoposti nuovamente ai test di lettura e comprensione, i ragazzi hanno rispettato in pieno le previsioni: coloro che avevano quel tipo di iperattività cerebrale unita a una migliore organizzazione della materia bianca nella stessa zona hanno recuperato più degli altri, mostrando progressi significativi. Le risonanze potrebbero dunque essere impiegate per affinare le diagnosi e, soprattutto, per capire precocemente chi è destinato a colmare i deficit. Per tutti, e per costoro in particolare, potrebbero ! quindi essere definiti programmi specifici, da valutare nel tempo con una delle due risonanze.
La difficoltà di fare una diagnosi accurata è oggi spesso all'origine di una scarsa considerazione della patologia, che in Italia è riconosciuta come un disturbo dell'apprendimento soltanto dallo scorso mese di ottobre; dopo anni di lotte da parte delle associazioni di malati e genitori . La nuova norma fornisce finalmente uno strumento legislativo adeguato per organizzare il sostegno ai ragazzi dislessici.
di Agnese Codignola
giovedì 16 dicembre 2010
ARTICOLO SOLE 24 ORE SULLA LEGGE DELLA DISLESSIA
lunedì 1 novembre 2010
mercoledì 13 gennaio 2010
ARTICOLO DEL 11.01.2010 IL GIORNALE LEGGE SULLA DISLESSIA A MILANO
Sanità, verso l'ok la legge sulla dislessia
MILANO. La commissione lombarda alla Sanità e assistenza sociale, presieduta da Pietro Macconi (An-Pdl), ha approvato all'unanimità il progetto di legge «Disposizioni in favore dei soggetti con disturbi specifici di apprendimento» (Dsa).
Frutto dell'abbinamento di tre distinte proposte di iniziativa consiliare (sia di maggioranza che di opposizione), il provvedimento ha lo scopo di garantire la presenza di soggetti affetti da dislessia, disortografia e discalculia nella scuola, nel lavoro, nella formazione professionale «e in ogni altro contesto nel quale si sviluppi e si realizzi la persona».
Tra le finalità del progetto di legge, che ora deve passare all'esame del Consiglio regionale per la sua approvazione definitiva, quelle di promuovere la diagnosi precoce dei Dsa in stretta collaborazione con strutture sanitarie e istituzioni scolastiche pubbliche e private, famiglie e associazionismo; specifiche iniziative per la riabilitazione e l'integrazione; informazione e sensibilizzazione sulle problematiche della malattia soprattutto in scuole, centri di formazione professionale, operatori sanitari e sociali, nuclei familiari interessati.
Il testo, infine, prevede che per i soggetti affetti da disturbi specifici di apprendimento la Regione garantisca pari opportunità sia nei bandi di concorso che durante le prove concorsuali anche mediante l'utilizzo di adeguati strumenti tecnologici. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge verranno definiti i criteri e le modalità di erogazione dei contributi agli enti locali e alle famiglie per favorire i percorsi didattici e studi a domicilio così come alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (pubbliche e private) e ai centri di formazione professionale per la realizzazione di specifici progetti.
di Maria Sorbi
mercoledì 14 ottobre 2009
TESTIMONIANZA DI UN COMPAGNO DI BANCO DI UN RAGAZZO DISLESSICO
LETTERA DEL COMPAGNO DI BANCO DI DARIO.
Oggi pubblichiamo, con grande piacere, la lettera che un ragazzo di quindici anni, compagno di banco di un dislessico, ha inviato al Ministro dell’Istruzione in merito all’iniziativa nazionale di "Lettera al Ministero", iniziativa di cui si parla ampiamente anche sul nostro sito.
E’ una lettera davvero tenera che narra soprattutto di una grande amicizia.
Mi chiamo Umberto, ho15anni,frequento il V ginnasio e sono compagno di banco di Dario; un ragazzo dislessico.
La mia esperienza comincia quando Dario decide di confidarsi e raccontarmi le sue difficoltà.
Che cos'era la dislessia,io non lo sapevo fino a quel momento.
Dario non è solo il mio compagno di banco,ma anche il mio migliore amico e credo che sia uno dei ragazzi più intelligenti che io conosca.
Il liceo classico è un indirizzo scolastico abbastanza impegnativo, il percorso da seguire è duro, le materie erano a noi ragazzi sconosciute,infatti , l'approccio in certi casi è stato piuttosto traumatico.
Io stesso ho riscontrato degli ostacoli durante l'anno.
Sin dai primi giorni di scuola, notavo che Dario aveva delle difficoltà nel seguire la lezione e in alcuni momenti mi sembrava piuttosto stanco; direi privo di energie.
Quando l'insegnante scriveva alla lavagna l'assegno Dario non riusciva a copiarlo correttamente e spesso tornati a casa mi telefonava per avere ulteriori informazioni.
Dario studiava tanto, ci confrontavamo spesso ma nonostante il suo impegno, durante le prove scritte e le interrogazioni, le sue difficoltà venivano fuori.
Io facevo fatica a capire cosa avesse e perché un ragazzo così intelligente si faceva prendere spesso da un'ansia che non sempre trovava giustificazioni.
I professori non lo mettevano a proprio agio, anzi direi il contrario; c'era un approccio sbagliato.
Un giorno ne ho parlato anche con mia madre perché non riuscivo a darmi una spiegazione, mi facevo mille domande senza risposte.
Dario finalmente mi parlò, mi disse di essere dislessico e mi spiego che agli insegnanti lo aveva comunicato. Ma allora perché non aveva ricevuto alcun supporto? "C'è disinformazione" mi disse Dario.
Io ora mi domando, perché è così difficile prendere coscienza di cosa accade ad un dislessico?
Perché la scuola non sostiene le difficoltà di apprendimento di questi ragazzi?
In una società come la nostra, noi giovani dovremmo avere a disposizione quei mezzi adatti a superare determinati ostacoli.
Illustrissimo Ministro, confido nella sua disponibilità nell'affrontare il tema Dislessia, in attesa di una sua risposta, le porgo i miei più sinceri saluti.
Umberto
giovedì 2 luglio 2009
VERSO L'APPROVAZIONE DEFINITIVA PER LA LEGGE SULLA DISLESSIA
CIAO SEMBRA CHE CI SIAMO PER OTTENERE QUESTA LEGGE
SU WWW.TUTTOSCUOLA.COM C'E' QUESTO ARTICOLO CHE COPIO
Verso l'approvazione definitiva della legge sulla dislessia
Dopo l'approvazione all'unanimità da parte del Senato del disegno di legge sulla dislessia, la Camera, in sede di Commissione istruzione, ha affrontato ieri l'esame del testo (C 2459).
Su proposta bipartisan si è convenuto di adottare per i lavori della Commssione il testo integrale già approvato dal Senato e di costituire un comitato ristretto per procedere speditamente all'esame del testo.
La procedura adottata unanimemente fa prevedere tempi molti brevi per l'approvazione definitiva della legge che, in tal caso, potrebbe dispiegare i suoi effetti già dal prossimo anno scolastico.
mercoledì 20 maggio 2009
LEGGE NAZIONALE PASSATA AL SENATO ORA ASPETTIAMO LA CAMERA
ECCO LA NOTIZIA E' DI IERI.
SPERIAMO ORA NELLA CAMERA.
COPIO L'ARTICOLO
PER CHI VUOLE LEGGERE LA PROPOSTA DI LEGGE E' IL DECRETO NUMERO 1100 LO TROVATE NELLE CIRCOLARI E NON SOLO QUI NEL BLOG LO POTETE ANCHE SCARICARE.
Dislessia: il Senato approva la legge
di Reginaldo Palermo
Il disegno di legge è stato approvato da tutte le forze politiche; nelle prossime settimane il provvedimento sarà trasmesso alla Camera per l'esame definitivo. Le scuole dovranno attivare percorsi specifici per i bambini con difficoltà di apprendimento. Il tutto, però, a costo zero.
Dopo 8 mesi di lavoro, nella seduta del 19 maggio la Commissione Cultura del Senato ha dato via libera al disegno di legge sulle difficoltà specifiche di apprendimento.
Poiché la Commissione, per autorizzazione del Governo, è intervenuta in sede deliberante, la decisione equivale nei fatti ad una vera e propria approvazione del provvedimento che nei prossimi giorni verrà trasmesso alla Camera.
La legge individua 3 tipi diversi di difficoltà dislessia (difficoltà nella lettura), discalculia (difficoltà negli automatismi del calcolo), disgrafia/disortografia (prestazioni grafiche scadenti e particolarmente scorrette).
La nuova legge ha la finalità di "garantire il diritto all'istruzione e alla diagnosi precoce agli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (a partire dalla scuola dell'infanzia)", adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità di questi studenti, incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia e scuola.
L’articolo 5 del disegno di legge prevede esplicitamente che agli alunni con DSA le istituzioni scolastiche garantiscano un percorso formativo adeguato allo scopo di favorire il successo scolastico, ma non solo.
Le scuole dovranno adoperarsi per favorire l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata oltre che “prevedere tecniche compensative, che possono comprendere anche l'uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimento alternativi”.
Nei casi di alunni bilingui con DSA, dovranno essere previsti strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che, in particolare per l'insegnamento della lingua straniera, assicurino ritmi graduali e adeguati di apprendimento, prevedendo anche l'esonero dall'insegnamento della seconda lingua straniera, qualora prevista dal programma di studi.
Particolarmente importante il 4° comma dell’articolo 5 che stabilisce che devono essere comunque garantite” adeguate forme di verifica e di valutazione, anche tramite la possibilità di utilizzare strumenti in funzione di ausilio, ovvero l'assegnazione di tempi più lunghi di esecuzione”.
Le risorse necessarie per intervenire nei confronti degli alunni con disturbi di apprendimento dovranno essere reperite sui fondi già esistenti; probabilmente si andrà a pescare nel “pozzo” della legge 440/97 al quale si attinge ormai per ogni evenienza e che quindi è ormai sempre più povero.
19/05/2009
lunedì 27 aprile 2009
PRESENTAZIONE LIBRO MUSICA E DISLESSIA -APRIRE NUOVE PORTE
Milano, 6 giugno e 11 giugno - presentazione del libro MUSICA E DISLESSIA - APRIRE NUOVE PORTE
Ed. Rugginenti
Edizione italiana a cura di
Matilde Bufano
prefazione del prof. Giacomo Stella
6 giugno 2009: Conservatorio di Musica di Milano ore 10,00
11 giugno 2009: Palazzo del Burcardo a Roma, ore 16,00
http://www.burcardo.org/
venerdì 24 aprile 2009
NUOVO LIBRO "ABRACADABRA LUCERTOLINA" un libro di fiabe sui dsa
Presentazione del libro "Abracadabra Lucertolina"
Incontro su "La dislessia e altri disturbi dell'apprendimento"
Abracadabra Lucertolina è un libro di fiabe sui disturbi specifici dell'apprendimento, rivolto ai bimbi ma anche ai grandi per aiutarli a comprendere i problemi dei bimbi. Il libro è nato come strumento per favorire la conoscenza di questi disturbi ed evitare che i bimbi che ne soffrano debbano affrontare, oltre alle difficoltà connesse ai disturbi, anche i disagi derivanti dall'incomprensione e dalla mancanza di aiuto. 
COSTO EURO 10,00
PER ORDINARLO SCRIVERE ALLA CASA EDITRICE
www.editrice.mammeonline.net
video you tube per la presentazione
QUI PER VEDERLO





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